Gli investitori finanziari lunedì hanno continuato a far prova di sangue freddo, mentre Israele e Iran continuavano a colpirsi. La voce secondo cui il regime di Teheran cercherebbe nuovi negoziati sul proprio programma nucleare — se confermata, suonerebbe come un’implicita capitolazione — ha persino migliorato di molto l’intonazione della giornata: il prezzo del petrolio è ridisceso un po’ (meno 1,5% il Brent a fine giornata); i rendimenti dei titoli di Stato europei anche; quasi tutte le piazze azionarie sono salite ad eccezione di Mosca, che aveva guadagnato in controtendenza venerdì perché beneficia di ogni rincaro del greggio.
Dubbi sul dollaro (ma anche su euro e yuan): perché di fronte alla nuova guerra i mercati sono tornati a fidarsi solo dell'oro
La reazione dei mercati di fronte alla guerra tra Israele e Iran ha rivelato come sta cambiando il sistema internazionale






