Milano, 2 mar. (askanews) – Bilancio complesso e articolato sui mercati mondiali nel giorno della riapertura dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran nello scorso fine settimana, con l’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e le conseguenti rappresaglie di Teheran nei confronti di Paesi vicini. L’elevarsi del grado delle tensioni geopolitiche e l’acuirsi delle incertezze sulle prospettive economiche globali ha prodotto da un lato un ulteriore incremento del prezzo dell’oro, bene rifugio per eccellenza, con i future Usa che hanno sfiorato i 5.433,75 dollari l’oncia per poi assestarsi a un livello inferiore e dall’altro una prevista impennata dei prezzi di gas e petrolio legati alle paure di una possibile prolungata una interruzione dei flussi navali commerciali nello Stretto di Hormuz, da dove transita circa un quinto del petrolio e del Gnl mondiale ogni giorno. I future sul Brent hanno raggiunto un massimo intraday a 81,89 dollari al barile, quelli sul Wti hanno toccato i 74,99 dollari al barile. Alla borsa di Amsterdam il prezzo del gas naturale è schizzato fino a un massimo di 49,14 euro al MWh dopo l’annuncio dell’interruzione da parte di QatarEnergy della produzione di Gnl nell’impianto più grande al Mondo, per poi attestarsi a fine giornata sui 43,300 euro al MWh (+35,49%).