BORCA DI CADORE (BELLUNO) - Una domanda aleggia: e le Olimpiadi? Perché l’immagine di Borca di Cadore, ieri, era quella di una zona di guerra. Senza contare la chiusura dell’Alemagna, l’arteria principale verso Cortina. Per gli esperti però i Giochi non confliggono con “sua maestà” l'Antelao e con le sue frane storiche. Perché? «Queste colate detritiche sono un fenomeno stagionale. E non avvengono d’inverno». Insomma, per quanto quello che è successo a Cancia, nella notte tra domenica e ieri, sia stato un evento di portata anche superiore alle precedenti frane (impossibile dimenticare quella del luglio 2009, che provocò due vittime), non dovrebbe esserci pericolo per i Giochi. Anche se ieri, a Borca e soprattutto nella frazione di Cancia, nessuno pensava a Milano Cortina 2026. Del resto, il quantitativo di materiale sceso è imponente, maggiore rispetto alle altre frane. Lo dicono coloro che vivono in paese da sempre e che si fanno coraggio, dicendosi a vicenda che è la quarta colata della loro vita. Lo conferma anche la geologa della Provincia di Belluno, Stefania Bassani, mentre da metà canalone (là dove sono state realizzate le opere di mitigazione del rischio, inaugurate nel 2021), indica dove è passata l’onda di fango e massi. «Colate detritiche così imponenti non le avevo mai viste prima. Parliamo di almeno 50mila metri cubi di materiale che è arrivato nei vasconi di contenimento in fondo al canalone di Cancìa».
Frana a Borca di Cadore, la geologa Stefania Bassani: «L'onda è stata di almeno 8 metri, ha scavalcato le opere di difesa. Le Olimpiadi? Nessun rischio»
BORCA DI CADORE (BELLUNO) - Una domanda aleggia: e le Olimpiadi? Perché l’immagine di Borca di Cadore, ieri, era quella di una zona di guerra. Senza contare la chiusura...













