La proposta del presidente Gianluca Croce in occasione dell’80esima assemblea di Assagenti
Gianluca Croce
Genova – Di fronte all’incertezza del momento, il messaggio arrivato a Genova dall’assemblea di Assagenti è l’importanza di fare squadra: fra territori, fra categorie, con le istituzioni. Gli agenti marittimi genovesi hanno festeggiato ieri gli 80 anni di vita dell’associazione, nata al termine della Seconda guerra mondiale quando contribuì alla ripresa del Paese. Un ruolo che intende coprire anche oggi.
Dal presidente di Assagenti, Gianluca Croce, arriva una proposta a operatori e istituzioni per consentire all’Italia di diventare punto di riferimento per la logistica del sistema produttivo non soltanto nazionale, ma europeo, superando i colli di bottiglia che la frenano: «In assenza di un dialogo - ha detto Croce - le vecchie chiavi non possono aprire nessuna serratura. Credo che debba essere creato qualcosa di nuovo, un organismo che consenta un dialogo permanente in cui cluster marittimo e industria manifatturiera si confrontino e risolvano i problemi comuni, raccolgano i claims sul cattivo funzionamento di importanti gangli del sistema, individuino le soluzioni possibili, esercitino pressione congiunta sulle istituzioni locali e nazionali per l'approvazione di nuove normative sulla semplificazione». Croce lancia la proposta di un'alleanza fra il mondo del mare e l'industria di Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna (i cui rappresentanti regionali hanno assistito all'assemblea), un fronte compatto che permetta di riportare nel porto di Genova anche i traffici che oggi scelgono gli scali del Nord Europa.








