Assolatte 'stacca il traguardo' degli 80 anni, celebrando i successi (in Italia e fuori dai nostri confini), nella consapevolezza dell'importanza del sostegno alla filiera agroalimentare in presenza di forti crisi geopolitiche e investendo per valorizzare le proprie produzioni. L'assemblea dell'associazione presieduta da Paolo Zanetti si è tenuta oggi, a Roma, in un evento in cui è stato evidenziato che per l'export caseario italiano il 2024 è stato un altro anno da 'record', giacché "le 658.000 tonnellate" inviate fuori dai nostri confini hanno fatto salire il valore (+10,7% sul 2023), mentre il fatturato è stato pari a 5,4 miliardi, in uno scenario in cui arrivare a questi livelli, "tra le guerre, il persistere dell'inflazione e varie altre insidie, non è stato facile, né scontato".Zanetti ha affermato come, otto decenni fa, "le nostre aziende erano per lo più realtà artigianali, molte erano uscite a pezzi dal secondo conflitto mondiale. I nostri genitori e i nostri nonni si rimboccarono le maniche, con lavoro, fatica, sudore e passione. Da allora, il settore non si è mai fermato, diventando un muro portante dell'economia nazionale". Lo studio strategico realizzato da The European House - Ambrosetti (Teha) per Assolatte ha permesso di osservare come "nel 2024 l'export agroalimentare abbia raggiunto il valore record di 67,5 miliardi e la produzione agroalimentare made in italy conferma il suo alto livello di qualità, con 891 produzioni certificate", essendo "il primo Paese in Ue per numero di formaggi certificati, con 57 denominazioni". E, nella filiera agroalimentare italiana, l'industria lattiero-casearia "occupa il 2° posto per fatturato - il settore ha raggiunto i 26,6 miliardi - e il 4° per esportazioni - 5,9 miliardi" lo scorso anno.All'iniziativa capitolina ha preso parte il ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: "Festeggiamo gli 80 anni" di Assolatte, ha detto, "e abbiamo tutti grande preoccupazione per la fase congiunturale particolarmente complicata in termini geopolitici. Ovviamente, in questi 80 anni c'è il lavoro degli imprenditori nel settore lattiero caseario che hanno permesso all'Italia di affermarsi nei mercati e di veder crescere il valore aggiunto, oltre che le trasformazioni e le produzioni di qualità del nostro Paese che ci garantiscono ricchezza e lavoro", ha proseguito. In videomessaggio sono intervenuti sia il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto (che ha posto l'accento sull'esigenza di tutelare le filiere), sia il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, secondo cui "le tensioni commerciali rischiano di penalizzare le nostre esportazioni" ed è, perciò, "fondamentale dialogare con i partner internazionali per arrivare a soluzioni eque e sostenibili".Le imprese del comparto operanti in Italia hanno raccolto e trasformato tutto il latte vaccino prodotto nelle stalle della Penisola: si tratta, è emerso, "di 13,18 milioni di tonnellate, cui se ne aggiungono 800.000 di latte tra caprino, bufalino e pecorino"; quello lavorato nel Belpaese "è destinato alla produzione di 2,5 milioni di tonnellate di latte alimentare, di 1,4 milioni di tonnellate di formaggi (per il 44% a denominazione di origine protetta), di 265.000 tonnellate di yogurt e altri latti fermentati e di 103.000 tonnellate di burro". Gran parte della produzione nazionale si concentra nella mozzarella (315.000 tonnellate), nel Grana Padano dop (218.000), nel Parmigiano Reggiano dop (163.000), nel Gorgonzola dop (63.000), nella Mozzarella di bufala campana dop (55.000), nel Pecorino Romano dop (39.000), in burrata e stracciatella (47.500, di cui 600 di Burrata di Andria IGP), nel provolone (28.000, di cui 7.000 in Valpadana Dop), in mascarpone, crescenza e Asiago dop.