Dopo il tweet della discordia, in cui lo scrittore barese Lagioia aveva criticato la maniera “sgrammaticata” di esprimersi del ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara che aveva risposto con una querela, poi ritirata dopo le scuse, ecco un’altra sgrammaticatura che arriva sempre dal ministero in questione. Si tratta della bozza delle “Nuove indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione" pubblicato sul sito.

Il documento

Il documento squaderna i principali punti di quella che vuole essere una rivoluzione scolastica, quindi la valorizzazione della scrittura in corsivo, delle poesie imparate a memoria ma anche uno sguardo “meno global e più local”, perché “non si può essere cittadini italiani se non si sa localizzare il Po”. La vera rivoluzione evidenziata sul documento però riguarda “L’Italiano”, questo il titolo di uno paragrafetto e per una strana ironia della sorte è proprio l’italiano che vacilla.

Gli scivoloni grammaticali

Nelle righe che seguono infatti si annidano sgrammaticature e scivoloni. Quando si parla dell'insegnamento della storia, si afferma che è importante mantenere «ben fermo l'innegabile rilevanza della dimensione italiana»: errore di concordanza. Sulla geografia si dice che la disciplina va elevata a «pilastro fondamentale per la formazione di un cittadino consapevole, capace di profonda comprensione della relazione tra esseri umani, territorio e ambiente, a tutte le scale, dal globale al locale». Qui la preposizione semplice da usare doveva essere ‘in’ e non ‘a’.