Il giorno dopo la vittoria elettorale di Trump, nel novembre 2024, Vladimir Putin si lasciava andare a dichiarazioni trionfanti – insolitamente sincere – che salutavano l’alba di un Nuovo Ordine Mondiale. Si capisce: Trump era il più clamoroso frutto delle sue fatiche di una vita! D’ora in avanti – grazie alle intese del 2022-24, quando Trump era un privato cittadino -, non più il caos liberale, non più l’odiato diritto internazionale “che non esiste” (Putin), frutto delle lotte antifasciste del 1939-45… Non più la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (diritti umani), quella sui Diritti dei Popoli (autodeterminazione), il tribunale penale internazionale (contro il genocidio); tutta roba che la Russia comunista (alleata dei nazisti nel 1939, e poi costretta alla grande guerra patriottica dall’attacco hitleriano del 1941) e la Cina avevano sempre subito.

In assenza di un meccanismo di implementazione efficace, il diritto internazionale creava spesso tensioni fra le grandi potenze. Non più. Ora, queste si spartiscono il mondo stabilendo chiare “zone d’influenza” (Putin e Trump ci hanno lavorato per 3 anni, tra il 2022 e il 2024), all’interno delle quali ciascuna potenza ha mani libere. Alla ‘America di nuovo grande’ spetta il controllo assoluto delle Americhe e del Medio Oriente. La Russia ha mano libera nelle ex repubbliche sovietiche, nell’Europa dell’est e in Africa.