Oggi siamo abituati a vedere donne al comando, nei consigli di amministrazione, nelle banche, in politica (una è presidente del Consiglio, tanto per dire) ma fino a non molto tempo fa erano eccezioni. E se, andando indietro, cerchiamo qualche nome, troviamo sempre gli stessi, quasi sempre legati al mondo della moda e della bellezza: Elsa Schiaparelli, Coco Chanel, Helena Rubinstein, Elizabeth Arden, le sorelle Douglas. Che nomi, certo. Donne che hanno costruito imperi, quando il mondo delle frivolezze femminili era considerato poco interessante dai maschi alfa.
In Italia non abbiamo niente del genere, ma potremmo ricordare Luisa Spagnoli, di cui sopravvive il nome e la storia del brand di moda, mentre le due aziende che ha fondato (chi non conosce la Perugina?) ci sono ancora, anche se proprietà d’altri. Di quanto sia difficile per le donne fare impresa (ma anche essere donne tout court) hanno parlato Roselina Salemi e Paola Jacobbi, autrice di una biografia-romanzo di Luisa Spagnoli al Festival di Prato Seminare Idee, dedicato quest’anno al Coraggio. Bellissimo tema. Da rimbalzare subito al Grande Coraggio delle donne palestinesi. Il coraggio di ricominciare ogni giorno la quotidianità lacerata dagli orrori della guerra. Ma anche al coraggio di fare impresa, a dispetto delle difficoltà, delle complicazioni e dei vari fronti su cui combattere.







