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Alessandra Arachi

Il capomissione della ong Mediterranea sul caso Paragon: «La destra amplia i poteri dei servizi, l’opposizione ha la coda di paglia»

«Sono bipartisan, democratico, mi faccio spiare da tutti». Luca Casarini è il capomissione della ong Mediterranea, che con la sua nave fa i salvataggi in mare. Ha da poco saputo che Giuseppe Conte da premier è stato il primo ad autorizzare i servizi segreti a intercettare il suo telefono, prima che venisse utilizzato il software Graphite, della società israeliana Paragon, con il via libera di questo governo. Non riesce a digerirlo: «Conte dovrebbe dire: scusate tanto ho fatto una cavolata, però adesso discutiamo dell’invadenza dei Servizi, del decreto Sicurezza. Invece ha pensato di giustificarsi: “Ah io ho spiato Casarini non i giornalisti».

Le storie di spionaggio di Casarini e degli attivisti della ong le ha ricostruite il Copasir. E lui ha fatto suoi quei documenti: «Era dicembre del 2019 (governo «giallorosso», ndr) quando Conte ha firmato l’autorizzazione. La nostra nave Mare Jonio aveva cominciato a operare da ottobre del 2018 e già da quel momento eravamo finiti nel mirino, con Salvini ministro dell’Interno che fece un decreto “ad navem”, contro di noi».