«Non ha forse occhi un techno oligarca? Non ha mani, organi, membra, sensi, affetti e passioni? Non si nutre egli forse dello stesso cibo di cui si nutre un cristiano?» dovrebbe dire Jeff Bezos ai cittadini di Venezia, parafrasando Shylock. Gli oligarchi, i miliardari, i technobro non hanno anche loro dei sentimenti? Non hanno anche loro diritto a sposarsi a Venezia come tutti i poco ricchi e a commentare gli importi delle buste dei parenti? Bezos, che è uno degli uomini più ricchi del pianeta, ha di fatto prenotato e affittato la laguna tra il 26 e il 28 di giugno per sé e per i duecentocinquanta invitati al suo matrimonio, diciamo come un matrimonio medio del sud Italia. Il comitato No Space for Bezos sta intralciando le nozze tra il proprietario di Amazon e la fidanzata Lauren Sanchez, precedentemente lanciata nello spazio per il suo addio al nubilato insieme a Katy Perry, diciamo una versione al femminile di Oppenheimer. Gli attivisti hanno in programma di buttarsi nei canali intorno alla Misericordia di Venezia il 28 giugno per impedire l’arrivo del magnate americano, e spero per loro che i canali siano un filo messi meglio della Senna durante le Olimpiadi. Questo comitato dice che Bezos è uno dei principali colpevoli della crisi climatica, che Amazon promuove la “cultura dello spreco e del consumismo più sfrenato, per non parlare dei consumi di energia elettrica e risorse idriche”, che Venezia non è in vendita, né in affitto, che loro non sono lì a raccogliere le briciole che cadono dal tavolo dei miliardari. Il comitato dice anche che Bezos non può sposarsi “né a Venezia né altrove”, non si capisce bene con quale diritto lo dicano, forse è la furia anticapitalista contro l’istituzione del matrimonio. Dall’altro lato della barricata, invece, ci sono il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che sono abbastanza contenti all’idea di fatturare, il turismo si muove, i ricchi spendono, il cambiamento climatico c’è già, a vergognarsi dovrebbe essere il comitato. Alla fine, quanto potrà costare una libbra di carne? Io credo che ognuno abbia le sue ragioni, ma credo anche che se Venezia è sopravvissuta ai Pink Floyd sopravviverà anche al matrimonio cafonal di Jeff Bezos. Pensare che la propria città non sia in vendita è anche un pensiero nobile, soprattutto se hai tra i 16 e i 18 anni e molto tempo libero, ma se le persone possono guadagnare sulla cafonaggine altrui ben venga, che con i pensieri nobili non si paga il mutuo. È l’attivismo a essere completamente scollegato dalla realtà o lo sono i miliardari? Lo sono tutti, ognuno a modo suo, ognuno nella sua zona di interesse. Se fossi un commerciante e nella mia città venissero duecentocinquanta ricconi ringrazierei e farei anche l’abbonamento al Washington Post. Spero che Bezos al ricevimento dopo il matrimonio prenda la parola e parli del Comitato che voleva impedire le nozze: «Ha goduto per le mie perdite e ha dileggiato i miei guadagni, ha disprezzato la mia razza, ha intralciato i miei buoni affari, ha allontanato da me i miei buoni amici e mi ha aizzato contro i nemici! E tutto questo per quale ragione? Perché sono un technobro!»
I tesori di Venezia e le nozze di Bezos
«Non ha forse occhi un techno oligarca? Non ha mani, organi, membra, sensi, affetti e passioni? Non si nutre egli forse dello stesso cibo di cui si nutre un cristiano?» dovrebbe dire Jeff Bezos ai cittadini di Venezia, parafrasando Shylock. Gli oligarchi, i miliardari, i technobro non hanno anche loro dei sentimenti? Non hanno anche loro diritto a sposarsi a Venezia come tutti i poco ricchi e a commentare gli importi delle buste dei parenti? Bezos, che è uno degli uomini più ricchi del pianeta, ha di fatto prenotato e affittato la laguna tra il 26 e il 28 di giugno per sé e per i duecentocinquanta invitati al suo matrimonio, diciamo come un matrimonio medio del sud Italia. Il comitato No Space for Bezos sta intralciando le nozze tra il proprietario di Amazon e la fidanzata Lauren Sanchez, precedentemente lanciata nello spazio per il suo addio al nubilato insieme a Katy Perry, diciamo una versione al femminile di Oppenheimer. Gli attivisti hanno in programma di buttarsi nei canali intorno alla Misericordia di Venezia il 28 giugno per impedire l’arrivo del magnate americano, e spero per loro che i canali siano un filo messi meglio della Senna durante le Olimpiadi. Questo comitato dice che Bezos è uno dei principali colpevoli della crisi climatica, che Amazon promuove la “cultura dello spreco e del consumismo più sfrenato, per non parlare dei consumi di energia elettrica e risorse idriche”, che Venezia non è in vendita, né in affitto, che loro non sono lì a raccogliere le briciole che cadono dal tavolo dei miliardari. Il comitato dice anche che Bezos non può sposarsi “né a Venezia né altrove”, non si capisce bene con quale diritto lo dicano, forse è la furia anticapitalista contro l’istituzione del matrimonio. Dall’altro lato della barricata, invece, ci sono il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che sono abbastanza contenti all’idea di fatturare, il turismo si muove, i ricchi spendono, il cambiamento climatico c’è già, a vergognarsi dovrebbe essere il comitato. Alla fine, quanto potrà costare una libbra di carne? Io credo che ognuno abbia le sue ragioni, ma credo anche che se Venezia è sopravvissuta ai Pink Floyd sopravviverà anche al matrimonio cafonal di Jeff Bezos. Pensare che la propria città non sia in vendita è anche un pensiero nobile, soprattutto se hai tra i 16 e i 18 anni e molto tempo libero, ma se le persone possono guadagnare sulla cafonaggine altrui ben venga, che con i pensieri nobili non si paga il mutuo. È l’attivismo a essere completamente scollegato dalla realtà o lo sono i miliardari? Lo sono tutti, ognuno a modo suo, ognuno nella sua zona di interesse. Se fossi un commerciante e nella mia città venissero duecentocinquanta ricconi ringrazierei e farei anche l’abbonamento al Washington Post. Spero che Bezos al ricevimento dopo il matrimonio prenda la parola e parli del Comitato che voleva impedire le nozze: «Ha goduto per le mie perdite e ha dileggiato i miei guadagni, ha disprezzato la mia razza, ha intralciato i miei buoni affari, ha allontanato da me i miei buoni amici e mi ha aizzato contro i nemici! E tutto questo per quale ragione? Perché sono un technobro!»











