Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Un attacco massiccio e senza precedenti, che rischia di portare a un’escalation definitiva: cosa c’è dietro l’operazione “Rising Lion”

Un attacco senza precedenti, un’azione pianificata da tempo e capace di tracciare un solco nella storia del Medio Oriente. L’attacco di Israele contro l’Iran segna un’ulteriore svolta tra i due Paesi nemici da sempre. Dal 7 ottobre 2023 – giorno del maxi-attacco di Hamas – in poi, lo Stato ebraico ha attaccato tutti i membri dell’Asse della Resistenza – la rete di alleati di Teheran – fino ad arrivare all’operazione “Rising Lion”, un'ondata di bombardamenti su tutto il territorio iraniano. Sono stati colpiti siti nucleari e basi militari e sono stati spazzati via vertici militari e i principali scienziati nucleari del Paese.

Ma perché Israele ha attaccato l’Iran? Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’obiettivo dello Stato ebraico era "colpire al cuore" il programma atomico della Repubblica islamica, che Tel Aviv ritiene destinato alla produzione di armi nucleari. Da qui l’attacco all'impianto per l'arricchimento dell'uranio di Natanz, mentre gli altri due siti strategici, Fordow e Isfahan, non sono stati finora bersagliati. L’azione di Netanyahu trova la sponda del rapporto Aiea: il documento dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha rivelato che le scorte di uranio dell’Iran continuano ad aumentare in violazione di ogni accordo.