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Israele colpisce l’Iran per fermare l’atomica, ma la mossa rischia di rilanciare la corsa al nucleare: da Pyongyang a Riad cresce l’idea che solo le testate garantiscano la sicurezza

L'obiettivo principale della campagna israeliana contro l'Iran è quello di porre fine al suo programma atomico. Da diversi anni Benjamin Netanyahu insiste sulla necessità di disarmare Teheran, un'iniziativa che Donald Trump ha cercato di portare avanti con un negoziato che andava a rilento. Per questo Tel Aviv ha attaccato mirando in prima battuta ai siti atomici come quello di Natanz. Il problema, hanno sottolineato diversi esperti, è che il rischio è di avviare un effetto domino pericoloso che può portare all'esito opposto.

Come ha notato Nbc News, la violenza con cui Israele ha colpito per bloccare il programma dimostra la bontà stessa del programma e questo potrebbe convincere non solo il regime degli ayatollah che dotarsi di un deterrente atomico sia l'ideale per avere uno scudo contro i nemici, ma anche altre nazioni che avere un arsenale nucleare possa essere garanzia di sicurezza. Un mix che porterebbe a una proliferazione e a una nuova corsa agli armamenti.