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L’operazione militare “Rising Lion” si avvicina al cuore del potere iraniano. Netanyahu non esclude di colpire Khamenei
L’operazione militare israeliana Rising Lion cominciata venerdì scorso con attacchi contro gli impianti legati al programma nucleare del regime, vertici militari e scienziati di Teheran entra in quella che potrebbe essere la fase più delicata e, forse, decisiva. Gli obiettivi dei raid dell’Idf, estesi a target come infrastrutture energetiche e il quartier generale della tv di Stato (classici obiettivi di missioni volte ad ottenere un regime change), lasciano ormai intravedere finalità ben più ampie di quelle dichiarate nelle prime ore dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. In questo contesto da caduta degli dei non stupisce che circolino con crescente insistenza voci su un imminente crollo del regime iraniano. Un risultato che potrebbe arrivare dall’eliminazione della “testa del serprente”, l’ayatollah Ali Khamenei, che da oltre 35 anni detiene il massimo potere religioso, e di fatto politico, nella Repubblica Islamica.






