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Uno dei più importanti membri del Partito Socialista spagnolo (PSOE), il partito di governo del primo ministro Pedro Sánchez, si è dimesso per un grosso caso di corruzione. Santos Cerdán ha lasciato tutte le cariche e il suo seggio di deputato dopo essere stato implicato nel cosiddetto “caso Ábalos”, che già negli scorsi mesi aveva coinvolto alcuni esponenti del PSOE. Giovedì pomeriggio, durante una conferenza stampa, il primo ministro ha fatto le proprie scuse alla popolazione e ai sostenitori del partito. Il nuovo scandalo rischia di mettere in difficoltà il suo governo.

Cerdán, un importante alleato di Sánchez, era il “segretario di organizzazione” del PSOE: è la terza carica più importante del partito, e ha il compito di occuparsi della gestione interna e della pianificazione elettorale. Ad aver creato particolare scandalo giovedì è stata la diffusione di alcune intercettazioni telefoniche in cui Cerdán e altri sembrano parlare di tangenti da centinaia di migliaia di euro.

Il “caso Ábalos” era cominciato l’anno scorso quando l’ex ministro dei Trasporti del governo di Sánchez, José Luis Ábalos, e il suo collaboratore Koldo García erano stati accusati di aver ricevuto centinaia di migliaia di euro in tangenti per favorire imprenditori amici nell’ottenimento di alcuni appalti pubblici. Il caso sembrava essere circoscritto ad Ábalos e García, fino a che giovedì sui media non sono uscite le intercettazioni che coinvolgono anche Cerdán. Lui ha sostenuto di non aver mai commesso alcun reato, né di essere coinvolto in possibili crimini, e ha spiegato di essersi dimesso su consiglio dei suoi avvocati.