(Il Sole 24 Ore Radiocor) In una giornata complicata per i mercati globali, preoccupati per l’escalation del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco di Israele all’Iran, si distinguono i titoli petroliferi, che beneficiano del rally del greggio. Andando con ordine, a Milano corre Eni +1,58%
, mentre Saipem -0,16%
e Tenaris +0,25%
sono positive, ma in cauto rialzo. A Madrid sono gettonatel le Repsol, a Oslo le Equinor, a Londra le Bp e ad Amsterdam le Shell.
Israele nella notte ha attaccato i siti nucleari iraniani e il prezzo del Brent ha reagito con un rialzo di circa l’8%, per assestarsi a un guadagno attorno al 5% così come quello del wti. Gli analisti di Equita fanno notare come già ieri i timori di un’escalation bellica tra Usa e Iran avevano fatto salire il prezzo del greggio «iniziando ad incorporare un premio al rischio geopolitico e la possibilità di minori volumi di produzione dall’Iran». L’Iran ha prodotto a maggio 3,36 milioni di barili (di cui circa la metà esportata), ovvero poco più del 3% della produzione globale. Il rischio di un conflitto con l’Iran riguarda l’eventuale scenario di blocco (temporaneo) dei transiti dallo stretto di Hormuz da dove passano 21 milioni di barili di greggio (pari al 20% della produzione globale) sebbene 6-7 milioni di barili ridirezionabili via pipeline. Secondo gli esperti, “anche il 25% dei volumi globali di Lng sarebbe a rischio di transito”: non è un caso che il gas ad Amsterdam guadagni il 3% a 37 euro e anche il gruppo Gas Plus a Piazza Affari rimbalzi di oltre il 3%. «Riteniamo che il prezzo del Brent incorpori al momento circa 10 dollari/al barile di premio al rischio geopolitico, pari al rialzo degli ultimi due giorni». In ogni caso, «i fondamentali di domanda e offerta restano al momento sotto controllo grazie ai rialzi produttivi annunciati dall’Opec». Secondo gli analisti, i titoli preferiti nel settore direttamente e indirettamente esposti al prezzo del Brent e del gas sono Eni e Tenaris. Inoltre, gli esperti prevedono che il Brent avrà un prezzo medio fino a fine anno di circa 68 dollari al barile.












