(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Il crollo del prezzo del greggio trascina al ribasso i titoli del greggio con l'euro Stoxx del settore che lascia sul terreno oltre il 3%. A Piazza Affari sono bersagliati dalle vendite Eni -3,23%

, Tenaris -2,05%

e Saipem -1,91%

che registrano le perdite più consistenti. Non va meglio nel resto d'Europa: a Londra vendite su Bp; a Parigi male TotalEnergies; giù anche Shell ad Amsterdam. Al momento il Wti cede il 3% a 66,39 dollari al barile e il Brent si attesta a 69,36 dollari (-2,97%). Il crollo dei prezzi è legato al fatto che l’attacco sferrato ieri dall’Iran nei confronti di Israele non ha messo a repentaglio le forniture di greggio del Medio Oriente come in molti temevano. Inoltre la risposta di Teheran non ha neppure coinvolto con un blocco lo Stretto di Hormuz, punto strategico da dove passa circa il 30% del petrolio mondiale.

Nel dettaglio, spiegano gli analisti di Equita, «l'assenza di un attacco diretto allo Stretto di Hormuz suggerisce che Teheran stia evitando una vera escalation bellica». Tuttavia, ricordano i broker, «i timori su nuovi attacchi non sono svaniti. La possibilità che vengano colpiti impianti petroliferi in Iraq ha spinto società come Eni, Bp e TotalEnergies ad evacuare parte del personale nel paese. Il rischio che Teheran usi i ribelli Houthi per colpire il porto saudita di Yanbu, punto di uscita della East-West Pipeline, resta ancora una potenziale fonte di rischio sul mercato petrolifero. Il brent è sceso a circa 69 dollari al barile, quasi 10 dollari in meno dai massimi di ieri, con implicazioni negative per tutto il settore nella giornata di oggi. Riteniamo che la volatilità del settore possa proseguire, sebbene gli sviluppi siano ancora molto incerti».