Ci sono i vertici delle forze armate iraniane e delle guardie rivoluzionarie tra gli obiettivi dell’attacco israeliano portato la scorsa notte sull’Iran. Secondo quanto informazioni dell’esercito di Gerusalemme, oltre 200 caccia da combattimento, guidati da precise informazioni di intelligence, hanno colpito oltre cento obiettivi in Iran, eliminando, tra gli altri, tre tra i maggiori leader militari. Israele, tramite il Mossad, avrebbe usato anche droni esplosivi lanciati direttamente dal suolo iraniano.
Israele attacca l'Iran, a Teheran colpite le abitazioni dei vertici della Repubblica islamica
Tra i leader uccisi, c’è il capo di stato maggiore iraniano, Mohammed Hossein Bagheri. Il Capo di Stato Maggiore è considerato l'ufficiale militare di grado più alto nella Repubblica Islamica ed è responsabile del coordinamento e della supervisione dell'esercito regolare iraniano (Artesh) e del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Bagheri ha raggiunto questo incarico grazie a una gloriosa storia militare familiare e a una competenza discreta. Il suo arrivo alla guida dello Stato Maggiore delle Forze Armate (AFGS) ha anche rafforzato il ruolo dell'IRGC nella struttura di comando nazionale dell'Iran. Nato presumibilmente nel 1968, Bagheri è stato uno degli studenti che nel 1979 ha assaltato l’ambasciata statunitense a Teheran. Suo fratello in quel periodo era vice comandante delle Forze di Terra dell'IRGC ed era noto come uno dei principali strateghi iraniani, ammirato anche dall’ex capo delle guardie rivoluzionarie, Qassem Soleimani, ucciso in un attacco americano successivamente. Dopo la morte del fratello, Bargheri, che era cresciuto alla sua ombra, cominciò a scalare i vertici militari e di intelligence. Si era parlato anche di sue ambizioni alla carica di presidente.














