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13 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:01
Nell’attacco a più fasi all’Iran, l’esercito israeliano ha ucciso tre comandanti militari di alto rango, intaccando la catena di comando iraniana, e vari scienziati coinvolti nel programma nucleare della Repubblica islamica. Tra le vittime ci sono Mohammad Bagheri, il capo dell’esercito regolare e il comandante in seconda del sistema iraniano dopo la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.
Anche il comandate delle Guardie Rivoluzionarie, conosciute come pasdaran, Hossein Salami è stato ucciso nella attacco. L’uomo era a capo di quella che è considerata la forza militare più potente dell’Iran e un soggetto protagonista della vita del Paese in generale, in grado di essere determinante per buona parte delle decisioni economiche e di politica estera. Era proprio lui che la televisione iraniana mostrava nell’aprile dello scorso anno mentre ordinava il primo attacco con 300 droni e missili contro il “nemico giurato dell’Iran”, Israele. Soprannominato “il falco” dei pasdaran, era noto per le sue invettive contro Israele e l’Occidente ed era considerato un maestro nella guerra psicologica e nell’uso della propaganda.












