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Ultimo aggiornamento: 16:12
Su Gaza è calato definitivamente il buio e così, temono i suoi abitanti, Israele potrà continuare la sua guerra indisturbatamente. Da mercoledì, come annunciato dal Ministero delle Telecomunicazioni dell’Autorità Nazionale Palestinese in una nota, “tutti i servizi di comunicazione Internet e di linea fissa nella Striscia di Gaza sono stati interrotti in seguito all’attacco all’ultima linea principale in fibra ottica rimasta”. In questo modo, con i media internazionali impossibilitati a entrare nella Striscia a causa del blocco di Tel Aviv, l’ultima fonte di informazione dall’interno, ossia la pubblicazione sui social di video e immagini da parte di giornalisti locali, membri delle ong e normali cittadini, è stata chiusa, gettando l’enclave in un isolamento totale dal resto del mondo.
Nessun tipo di monitoraggio è adesso possibile su ciò che sta avvenendo nella Striscia e sui social in molti, sfruttando comunicazioni di fortuna, lanciano messaggi brevi per rassicurare le persone che li attendono oltre la recinzione che circonda Gaza o denunciare l’ennesima difficoltà a cui viene sottoposto chi si trova già a fare i conti con le bombe di Tel Aviv e il sostanziale blocco degli aiuti umanitari. Basta aprire i social per trovare testimonianze come quelle del reporter Al Hassan Selmi che ha confermato l’interruzione della linea internet tra Israele e Gaza a causa dei bombardamenti dello Stato ebraico. “Adesso utilizzo una e-sim – spiega il giornalista – per cercare di captare il segnale da fuori Gaza. Una scelta pericolosa perché mi costringe ad avvicinarmi al confine” presidiato dalle Forze di Difesa israeliane. Il reporter ricorda che una situazione simile si era già verificata all’inizio del conflitto, quando le linee Internet nel nord della Striscia vennero tagliate per costringere la popolazione a evacuare verso sud.






