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Ultimo aggiornamento: 8:12
Hanno aspettato due anni, aspetteranno anche di più. Dopo 780 giorni dal 7 ottobre 2023 e 46 dall’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, Israele continua a bloccare l’ingresso dei giornalisti internazionali nella Striscia, all’infuori dei viaggi embedded al seguito dell’Idf nelle buffer zone di confine. E continuerà a farlo ancora per un po’, almeno fino al 4 dicembre.
La Corte suprema israeliana, infatti, lunedì ha nuovamente rinviato la decisione sull’accesso libero dei media internazionali a Gaza, concedendo al governo di Benjamin Netanyahu l’ennesima proroga del divieto.
La vicenda, in Israele, si sta trascinando in tribunale da più di un anno. Quattordici mesi fa, infatti, l’Associazione della stampa estera in Israele (Fpa, Foreign press Association, che rappresenta circa 400 testate tra cui le italiane Rai 1 e Stampa, Bbc, Financial Times, France 24, Time, Die Zeit, Le Monde, Reuters, Fox News, CCTV, Sky News, Al Arabiya e il New York Times) è riuscita a presentare formalmente all’Alta corte di Gerusalemme una petizione in cui chiedeva al governo di consentire l’accesso indipendente delle testate internazionali a Gaza, o almeno di spiegare il motivo del diniego. Ci aveva già provato l’anno prima, senza ottenere che venisse discussa, perché la guerra era alle sue fasi iniziali. L’iniziativa è stata sostenuta da Reporter Senza Frontiere e da altre associazioni di giornalisti.






