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12 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:45
“Chiediamo al governo italiano e alla Commissione europea di esercitare una pressione reale e immediata sul governo di Israele affinché vengano revocati, senza ulteriori indugi, il blocco imposto all’ingresso dei giornalisti internazionali nella Striscia di Gaza e le restrizioni alla stampa nei territori palestinesi occupati di Cisgiordania e Gerusalemme Est”. È l’appello promosso da Movimento giustizia e pace in Medio Oriente, Federazione nazionale stampa italiana e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e presentato stamani nella sede dell’Associazione stampa estera, a Roma. La richiesta è che “l’Italia e l’Europa escano dalla loro ambiguità e si facciano promotori di atti concreti“, ossia “l’apertura immediata dei valichi di Gaza ai giornalisti internazionali, la protezione effettiva di tutti i reporter, palestinesi e stranieri, sul campo, l’istituzione di una missione internazionale indipendente di monitoraggio della libertà di stampa nei territori occupati”.
Si tratta di un appello “non per implorare un privilegio”, come ha specificato Gianni Giovannetti per il Movimento per la Giustizia e la Pace in Medio Oriente, “ma per reclamare il diritto di informare ed essere informati. Gaza da oltre due anni è chiusa al mondo, ci sono solo colleghi palestinesi, quelli rimasti vivi, perché quasi 300 sono stati uccisi”. Nel corso della conferenza ha parlato proprio uno di loro, Alhassan Selmi. “Dopo il cessate il fuoco sono stati uccisi ancora giornalisti – ha detto in un video -. Ora il mondo celebra la tregua, tanti pensano la situazione nella Striscia sia tornata normale. Ma non è cambiata. Nell’accordo c’è scritto che Israele deve aprire le frontiere ad aiuti umanitari e giornalisti. Perché la stampa non è stata ancora ammessa? Le autorità israeliane sanno che se la lasciano entrare devono fornire protezione. Quando sarete qui, spero la situazione cambi. E portate con voi attrezzatura, la nostra è sotto le macerie”. In tal senso è stata richiamata l’attenzione pure sulla raccolta fondi per Gaza “Alziamo la voce per Gaza”.






