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Ultimo aggiornamento: 14:44

Nonostante il cessate il fuoco e le proteste di sindacati e associazioni, Israele continua a sbarrare l’accesso alla Striscia di Gaza ai giornalisti stranieri. Uno stop che va avanti dal 7 ottobre 2023 e che proseguirà anche in questo inizio del 2026. Il governo di Tel Aviv infatti ha dichiarato alla Corte Suprema che il divieto per i media internazionali deve rimanere in vigore per motivi di sicurezza. Nel documento inviato al tribunale e riportato dall’Afp, il procuratore rappresentante dell’esecutivo sostiene che la tregua a Gaza è oggetto di “continue minacce” e per questo “non deve essere autorizzato” l’ingresso di reporter senza scorta. Le conclusioni del governo non sono una sorpresa: le aveva anticipate il ministro della difesa Israel Katz a fine anno, parlando alla Knesset. Inoltre, secondo Israele, l’entrata dei giornalisti potrebbe ostacolare le operazioni di ricerca dei resti di Ran Gvili, ultimo ostaggio israeliano rimasto nella Striscia.

Il compito di testimoniare ciò che accade nell’enclave, dove più della metà della popolazione è sfollata e vive in tende fatiscenti, senza servizi e acqua e con aiuti umanitari insufficienti, rimane in capo ai giornalisti palestinesi. Cronisti, fotoreporter e videomaker che in due anni di raid e bombardamenti hanno pagato un prezzo altissimo per il loro lavoro: sono circa 300 gli operatori dei media uccisi dall’esercito israeliano. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli appelli per aprire i confini della Striscia ai media internazionali. Finora però Israele ha consentito l’entrata solo a un ristretto numero di cronisti e sempre accompagnati dall’Idf. Nel 2024 la Foreign press association (Fpa), di cui fanno parte centinaia di testate di tutto il mondo, aveva presentato una richiesta alla Corte Suprema, chiedendo che venisse revocato il divieto. Secondo la Fpa infatti rappresenta “un grave danno alla libertà di stampa” e al “diritto all’informazione”. In seguito a questa petizione, la Corte, dopo diverse proroghe, aveva stabilito al 4 gennaio il termine ultimo entro cui il governo avrebbe dovuto presentare un piano per l’accesso indipendente dei media a Gaza. Ora che il governo ha presentato la sua relazione, rimane da capir quale decisione prenderà l’Alta corte.