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17 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:30
di Claudia De Martino
Dopo il giubilo e l’euforia per il cessate-il-fuoco di lunedì, il tanto atteso ritorno degli ostaggi e la liberazione dei 1968 prigionieri palestinesi, l’allegria scemerà rapidamente. Gaza si ritroverà un campo sterminato di macerie, un luogo invivibile, malsano e pieno di mine inesplose, come denunciato da tutti gli ultimi rapporti dell’Onu. Quello che non avranno finito di devastare gli israeliani, lo farà Hamas con i suoi regolamenti di conti interni tra bande rivali, in un Paese senza ormai legge che attende l’arrivo di un “consiglio di pace” composto da tecnocrati stranieri e businessman internazionali come proprio nuovo governo.








