Tracce ematiche, Dna, vestiti, bossoli di proiettili, impronte digitali, biglietti e fogli scritti a mano. Sono centinaia i reperti che il Ris di Parma ha recuperato dall’Ufficio corpi di reato sui processi alla banda della Uno Bianca. Più di trent’anni dopo i delitti dei fratelli Savi e dei loro complici, l’intenzione degli inquirenti è quella di rianalizzare tutti i reperti, i documenti, rileggere i verbali, utilizzando le più moderne tecniche investigative, compresa l’intelligenza artificiale, per cercare di dare risposte ai punti oscuri rimasti irrisolti.