ROMA – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Banco Bpm relativo all’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit su Piazza Meda. La posizione del Banco rimane comunque rigida. Appresa la notizia, il presidente dell’istituto Massimo Tononi e l'ad Giuseppe Castagna hanno fatto sapere che “per noi il contesto non cambia”. “Prendiamo atto della decisione del Tar, siamo ormai abituati da 7 mesi a non avere chiarezza sui tempi e sulle reali intenzioni dell'offerente su questa operazione – si legge in una nota – È innegabile che si tratta di una ops che ha una durata straordinaria (circa 8 mesi) contro una media delle ultime operazioni di 5 mesi". Inoltre, "a causa della passivity rule, limita significativamente la nostra necessaria flessibilità strategica in un momento decisivo per il riassetto del settore del credito"
Castagna, ad Bpm: “Preoccupati per le filiali”
Prosegue la nota dell’istituto: "Il mercato ha sempre dimostrato che l'ops lanciata su Banco Bpm continua a non essere conveniente per gli azionisti e non lo è mai stata sin dal primo giorno. È nata senza premio e tale è rimasta, con uno sconto che attualmente è tra il 7 e l'8%, mentre nelle due precedenti operazioni straordinarie comparabili, il premio è stato del 45% (che equivarrebbe, con riferimento all'ops di Unicredit, a 4,5 mld circa)". Senza considerare che "l'operazione, incerta anche perché non è mai stato comunicato un piano industriale, sfavorisce gli azionisti di Banco Bpm, come emerge chiaramente dalle considerazioni che abbiamo svolto con il comunicato dell'emittente".













