“Alici farcite su friarielli con colatura di Cetara”: con questo piatto lo chef stellato Antonio Dipino ha accolto il pubblico di “Praesentia – Gusto di Campania. Divina”, all’appuntamento del 9 giugno, promosso, nell’ambito dell’iniziativa della Regione Campania, nelle sale seicentesche del Museo Diocesano San Matteo di Salerno. Un omaggio alla filiera blu, ai saperi costieri e al valore di un ingrediente umile, capace di raccontare la storia del Mediterraneo, perché in questo angolo di mondo, tra Cetara e Amalfi, le alici diventano un codice culturale, un lessico familiare che parla di tradizioni ed economia, memoria e storia di un popolo.
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La cultura gastronomica
A introdurre l’incontro è stata la professoressa Elisabetta Moro, antropologa e curatrice scientifica del progetto, che ha sottolineato l’approccio interdisciplinare del format e il ruolo della cultura gastronomica come potente strumento di narrazione del territorio. “La cucina – ha detto – è il volto più gustoso della nostra cultura, ma anche quello che meglio tiene insieme memoria, paesaggio e innovazione”. Muovendo dall’idea che il paesaggio sia una costruzione dell’uomo, espressione delle potenzialità dell’ambiente declinate secondo obiettivi culturali, il concetto di territorio si amplia, andando oltre la geografia “naturale” e includendo storia, lavoro e cultura.








