Lei nota che la crescita italiana nel 2024 è tornata sotto alla media della zona euro e nel 2025 sotto la media dell’Unione europea. Cosa sta succedendo?

«È la fine dell’abbrivio post-pandemia. Non è un destino ineluttabile questa crescita moderata — risponde Lilia Cavallari, presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio — Giocano sostanzialmente due fattori. Il primo è che la popolazione in Italia si ridurrà nel tempo e invecchierà. Diminuisce la forza lavoro e diventa meno produttiva, perché in media è più anziana. Il secondo è proprio la dinamica della produttività, da decenni più debole rispetto alle principali economie. Ma si può reagire. Ed è il momento di farlo. Bisogna che sia attraente lavorare in Italia per chi non lo fa, giovani e donne in particolare: i primi segni ci sono, ma occorre continuare. Bisogna anche cercare di attrarre più lavoratori qualificati dall’estero».