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Ultimo aggiornamento: 14:53
La crescita italiana resta troppo debole per tradursi in un vero recupero del potere d’acquisto. Nelle previsioni aggiornate di febbraio, l’Ufficio parlamentare di bilancio fotografa un’economia italiana destinata a muoversi su un sentiero di bassa crescita strutturale, con il pil destinato ad aumentare appena dello 0,7% nel 2026 e nel 2027. E alla fine del biennio, avverte l’organismo indipendente, le retribuzioni reali resteranno ancora inferiori di circa due punti percentuali rispetto ai livelli del 2021, nonostante il rientro dell’inflazione e il graduale aumento dei redditi nominali.
Il quadro delineato dalla Nota sulla congiuntura è quello di una ripresa fragile, ben lontana dalle speranze della premier Giorgia Meloni. A sostenerla è quasi esclusivamente la domanda interna e, ancora una volta, l’ipotesi di un’attuazione integrale del Pnrr. Dopo una fase di sostanziale stagnazione nei trimestri centrali del 2025, l’economia ha mostrato un lieve rafforzamento nello scorcio finale dell’anno, che ha visto un incremento congiunturale del Pil dello 0,3%. Ma il contributo della domanda estera è negativo, gli investimenti rallentano rispetto al rimbalzo del 2025 e la crescita poggia solo sull’aumento delle ore lavorate, mentre “la produttività oraria e la popolazione in età lavorativa hanno frenato”.







