ABANO (PADOVA) - Dopo che per l’ennesima volta Erik Zorzi era stato descritto in aula dai testimoni della sua difesa come un «padre amorevole», i pubblici ministeri Maria Ignazia D’Arpa e Marco Brusegan hanno mandato un audio trovato nel telefono dell’uomo nel quale lui – a processo con l’accusa di aver ucciso l’ex moglie Nicoleta Rotaru, madre delle sue due bambine, e averne inscenato il suicidio – minaccia la figlia la più grande. È il 21 ottobre 2023, Nicoleta è morta da poco più di due mesi e Zorzi sta parlando con la figlia maggiore. La prima voce che si sente è quella della bambina: “Mi tratti male, sempre. Siamo felici solo quando tu hai felicità in te e noi non sappiamo il perché”. Parole alle quali il camionista 43enne replica violento: “Sei una figlia insolente che pensa di prevaricare e di sottomettermi e ti ribadisco il concetto: vuoi sottomettermi? Lo faccio io con te, ti ammaestro, sono in grado – le dice il padre mentre lei sta in silenzio – Tu non mi puoi sottomettere, non so se è una cosa che ti mettono in testa con le musichette o le telenovelas che ti guardi. Sei insolente, se ti credi furba a dirmi che da nove anni mi sfogo con te e ti tratto male, stai solo facendo la parte, tu povera santa e io no, ma non è reale questo. Se sono alterato con te c’è un motivo. Se tu mi tratti male, io sono pronto a farlo dieci volte di più. Stai attenta che ti seppellisco di menzogne e ti faccio diventare pazza”.