PADOVA - "Voleva la sua morte perché la odiava sentendosi rifiutato, pur considerandola inferiore perché donna e per di più dell'est". È il movente, riportato nelle 384 pagine di motivazioni della sentenza, che ha spinto il camionista Erik Zorzi condannato all'ergastolo a uccidere l'ex moglie e madre delle sue due figlie Nicoleta Rotaru di 39 anni. Il giudice Domenica Gambardella, presidente della Corte d'Assise, ha sottolineato come "...La odiava anche perché nonostante la considerasse inferiore, grazie a un provvedimento del giudice italiano, si era dimostrata capace di portargli via la casa e le figlie, le sue proprietà...".
Quando ancora gli inquirenti pensavano che nella villetta di via Rocca Pendice ad Abano, fosse andato in scena il suicidio della mamma moldava Zorzi alla notizia della morte dell'ex moglie "...Non aveva reagito urlando o piangendo, ma si era seduto sul divano, in quella che appariva una verosimile crisi di panico. Zorzi aveva detto di sentirsi male, quindi il medico lo aveva fatto stendere. Poi si era ripreso in breve tempo..." Tuttavia un infermiere intervenuto sul posto in aula ha dichiarato: «Non era una persona affranta».
La notte del delitto, tra l'uno e il due agosto del 2023, il giudice ha ricordato che "...Non si è trattato di un gioco erotico, ma di dolo intenzionale nella sua massima manifestazione...Zorzi non ha dimostrato il benché minimo segno di pentimento e soprattutto ha continuato a offendere Nicoleta anche dopo averla uccisa, tentando di fare terra bruciata anche della sua memoria...".






