PADOVA - Dalla casa circondariale Due Palazzi, dopo alcuni mesi trascorsi nel carcere di Montorio Veronese per risolvere un problema di salute, il camionista Erik Zorzi continua a professarsi innocente. Condannato in primo grado all'ergastolo per avere ucciso l'ex moglie Nicoleta Rotaru di 39 anni madre delle sue due figlie, affiancato dai legali Giovanni Gentilini e Cesare Vanzetti ha presentato domanda di ricorso in Appello a Venezia.

Per più di sette mesi Erik Zorzi ha vissuto come nulla fosse. Padre di due bambine e vedovo di Nicoleta Rotaru, ritrovata senza vita nel box doccia del bagno della loro casa a Monteortone, frazione di Abano, la mattina del 2 agosto 2023. Suicidio, la prima tesi. A togliere la maschera ad una messa in scena che ha retto per mesi, nonostante tutti i rilievi e la stessa autopsia portassero argomenti all'ipotesi del gesto volontario, sono state le indagini chieste dalle legali della 39enne che avevano fatto più istanze per invocare l'analisi del cellulare della donna: è lì che la procura e i carabinieri scoprono come Nicoleta Rotaru registrasse da tempo i litigi con il marito dal quale si era separata a inizio 2023, per poi salvarli nel cloud di Google. E scoprono anche la registrazione della notte tra l'1 e il 2 agosto. Il 22 marzo del 2024 Erik Zorzi viene arrestato con l'accusa di omicidio.