Quando Bruce Levine dell’Università della Pennsylvania propose di modificare le cellule immunitarie per combattere i tumori, negli anni ‘90, nessuno ci credeva e ai congressi il tema occupava l’ultimo simposio dell’ultimo giorno. All’ultimo meeting dell’American Society of Clinical Oncology che si è da poco concluso a Chicago, alle terapie con cellule immunitarie ingegnerizzate sono stati dedicati numerosi incontri e ora nessuno ha dubbi che possano essere di grande aiuto nella terapia dei tumori,alcune già oggi, molte in futuro. La sfida, ora, è riuscire a realizzarle in maniera più semplice e applicarle ai tumori solidi.
Tumori: le (tante) sfide da affrontare con le terapie cellulari e genetiche
Gli approcci sono tanti, alcuni già in uso, altri approvati di recente negli Stati Uniti; l’obiettivo della ricerca, ora, è rendere le immunoterapie cellulari più semplici e applicabili anche ai tumori solidi







