Ci sono idee degne dei migliori racconti di fantascienza e che ora, invece, sono diventate realtà. Basti pensare all’intuizione di prelevare, modificare geneticamente e poi reinfondere le cellule del sistema immunitario. Di trovare e decodificare il DNA tumorale a partire da un campione di sangue. Di dare in pasto a reti neurali milioni di immagini cliniche - mammografie, risonanze magnetiche, Tc, vetrini e così via - per far emergere schemi che l’occhio umano non può cogliere. Di coltivare organoidi in laboratorio, vale a dire i modelli tridimensionali di tumori cresciuti da cellule prelevate da pazienti reali.
Che cosa verrà poi? Quali sono gli avamposti della ricerca oncologica? A fornirci un cannocchiale con cui guardare verso il prossimo futuro sono tre scienziati, ospiti del talk del Festival di Salute intitolato “Tumori: la frontiera”, in programma a Padova sabato 11 ottobre alle ore 9,30: Piero Carninci, a capo del Genomics Research Centre - Functional Genomics di Human Technopole, Stefano Piccolo, professore di Biologia molecolare dell’Università di Padova, e Anna Sapino, direttrice scientifica dell’Istituto di Candiolo-Irccs e professoressa di Anatomia Patologica all’Università di Torino.






