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10 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:18

Ma serve davvero una legge sugli smartphone? Come quella proposta dal senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin duramente contrastata dal procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Gianni Melillo? La procura di Roma, con sei pagine battezzate “Linee guida in materia di sequestri di telefoni e altri strumenti informatici”, ieri ha dato e diffuso tra i magistrati dell’ufficio la sua risposta. No, non è necessaria una legge scritta apposta sugli smartphone. Adeguandosi alle numerose sentenze della Cassazione è sufficiente che il pm motivi con maggiore ampiezza le ragioni del sequestro indicando quale materiale dovrà effettivamente essere sequestrato nello smartphone in stretta relazione con l’indagine.

Firmate dal capo della procura di Roma Francesco Lo Voi, frutto dell’approfondimento dell’ufficio studi della procura medesima, le linee guida, come vedremo, smontano le ragioni stesse della legge Zanettin che innesca una procedura lunga e farraginosa. In sole sei pagine, che citano con ampiezza le recenti sentenze garantiste della Cassazione, arrivando all’ultima, quella dell’anno scorso sul caso Open, quando la procura di Firenze sequestrò i cellulari utilizzandoli poi contro Matteo Renzi, ma senza chiedere una preventiva autorizzazione del Senato, e tutto finì alla Corte Costituzionale su richiesta di palazzo Madama, Roma motiva le sue ragioni. Eccole una di seguito all’altra.