Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 16:31

Doppio blitz di Forza Italia alla Camera. La separazione delle carriere andrà in aula già il 16 settembre. Ma non basta. I forzisti puntano i piedi anche sugli smartphone. Chiedono e ottengono, durante la prima riunione dei capigruppo al rientro dalla lunga pausa estiva, che il testo, frutto di una proposta del senatore forzista Pierantonio Zanettin, vada in aula a ottobre. Smentite così le voci insistenti che lo davano invece per “messo in archivio”, soprattutto per le perplessità e le contrarietà dei meloniani. A sollecitare il ripescaggio il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera Enrico Costa. Il super garantista, per tutto agosto, non ha mancato di aprire più di una giornata con un messaggio su X per evidenziare quella che, ovviamente a suo parere, è una “grave anomalia”: i contenuti delle chat dell’inchiesta di Milano, via via depositati, comparsi nelle cronache, avrebbero dovuto restare riservati e non essere disponibili senza il preventivo esame degli smartphone stessi da parte dei gip. Giusto quello che viene imposto dal ddl Zanettin, che ha già ottenuto il voto favorevole del Senato.

Ma partiamo dalla netta accelerazione sulla separazione delle carriere. Il testo, già passato nei due rami del Parlamento, al Senato lo scorso 22 luglio, si avvia verso la terza e la quarta lettura, come prevedono le regole costituzionali. Non può più essere emendato. Ma con tempi così stretti – il forzista Nazario Pagano, al vertice della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, già si prepara a una rapida approvazione – lo stesso passaggio parlamentare diventa quasi una farsa procedurale. Tant’è che il Pd, lunedì, ha organizzato delle audizioni informali, dove l’ormai ex presidente della Cassazione Margherita Cassano, toga di Magistratura indipendente, quindi non una toga “rossa”, ha nettamente bocciato il progetto di separazione. Ma superata ormai la metà della legislatura, e alla vigilia di un folto gruppo di voti regionali di grande peso, conta “chi ha fatto cosa”. E la separazione della carriere, antico e costante punto di forza di Berlusconi, è sicuramente uno slogan da vendere bene.