«Devolvere al pubblico ministero solo con una firma la possibilità di impadronirsi» della «marea di notizie» presenti su un cellulare, «violando il principio dell'articolo 15 della Costituzione che dice che la segretezza è inviolabile, non è accettabile e noi opereremo in modo da evitare questa perversione».
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine del Consiglio Ue Giustizia a Lussemburgo. Nel confronto tra i ministri Ue «ho trovato estremamente importante il tema del bilanciamento tra il diritto alla privacy dei cittadini e il dovere di fare indagini attraverso intercettazioni e captazione di notizie e che vulnera questa privacy» e c'è stata «una consonanza di vedute», ha evidenziato.
«Bisogna essere molto cauti quando sequestri un telefonino o un tablet o un altro, perché non sequestri soltanto le conversazioni che in teoria potrebbero essere utili ad indagini, anche se magari non lo sono, ma sequestri una vita, perché dentro il telefonino non ci sono soltanto chiacchierate, ci sono le fotografie, ci sono le cartelle cliniche, ci sono le dichiarazioni dei redditi e ci sono le dichiarazioni delle terze persone che parlano con le quarte persone e poi attraverso il sistema 'inoltra' lo mandano a voi», ha aggiunto il ministro.







