La riforma della Giustizia è naufragata con il referendum ma altri provvedimenti, che in questi mesi erano rimasti congelati in attesa degli esiti della legge costituzionale, sono arenati in Parlamento.

Come ha precisato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, non si tratta di elementi non più governativi, quindi saranno le Camere a decidere quale sarà il perimetro di queste eventuali leggi.

Quelle che, almeno sulla carta, potrebbero ripartire sono:

Le regole sul sequestro degli smartphone- Il disegno di legge Zanettin-Bongiorno regola il sequestro degli smartphone, imponendo l'autorizzazione del Giudice per le indagini preliminari e non solo del pm. Viene inoltre garantito il contraddittorio sulle copie forensi e limitata l'acquisizione ai soli dati pertinenti. La norma intende tutelare la privacy e le difese, contrastando sequestri indiscriminati. Il provvedimento è stato già voto in Senato con l'astensione del Pd e il 'no' di M5s, attualmente arenata alla Camera.

Riforma sulla prescrizione - Fermo al Senato e già approvato alla Camera, il disegno di legge mira a modificare la disciplina introdotta dalla 'riforma Cartabia' e prevede l'abrogazione dell'improcedibilità e la sospensione condizionata. Il testo prevede una sospensione della prescrizione per 24 mesi dopo la sentenza di condanna di primo grado e per 12 mesi dopo quella di appello.