L'esito del voto al referendum potrebbe cambiare le carte in tavola e la linea da tenere verrà decisa nei prossimi giorni dopo un confronto ampio all'interno del governo.
Ma i temi ipotizzabili su cui si potrebbe lavorare sono quelli di cui aveva parlato il ministro Carlo Nordio prima del referendum: un tavolo per uniformare le procure sui criteri dell'azione penale, norme garantiste, sblocco dell'iter in Parlamento per le nuove leggi sul sequestro degli smartphone e la riforma sulla prescrizione. Anche se le bozze dei decreti attuativi sulla "madre di tutte le riforme" non usciranno più dal cassetto, sul tavolo del Guardasigilli restano una serie di provvedimenti che in questi mesi erano rimasti congelati, in attesa degli esiti della legge costituzionale.
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento - ha spiegato lo stesso ministro della Giustizia subito dopo la bocciatura al referendum - era di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale". Si tratta di un'ispirazione che però potrebbe non tramontare del tutto, perché era stata manifestata l'intenzione di apportare modifiche al sistema del processo penale, così come era concepito proprio dall'ex presidente della Corte costituzionale, anche medaglia d'argento della Resistenza. Quindi nessun "significato politico" al risultato del referendum, ripete in queste ore il Guardasigilli. Al netto di eventuali cambiamenti, prima dell'esito voto l'ipotesi era di proseguire comunque sulla linea tracciata dal governo nonostante eventuali stop alla grande riforma.







