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Ultimo aggiornamento: 8:10

A fare la maturità quest’anno è la generazione Covid, ovvero quei ragazzi che quando è scoppiata la pandemia erano in terza media e hanno fatto l’esame della fine della scuola secondaria di primo grado solo online. Siamo di fronte, per la prima volta, ad un vero rito di passaggio perché nessuno di loro ha mai affrontato una prova in presenza. Non solo. Questo “pianeta” di giovani, a tredici e quattordici anni, non sono potuti entrare in classe, hanno perso il contatto con la realtà per vivere tutto – dalle relazioni alle lezioni in classe – solo online.

Un cambiamento epocale che li fa sentire più insicuri e preoccupati soprattutto per lo scritto. Ma allo stesso tempo sono curiosi, ansiosi di superare anche questo pensiero per affrontare al meglio il futuro. L’esame di Stato dal Nord al Sud è vissuto come un ostacolo da superare mettendo in campo anche l’esperienza maturità con il Covid.

Carla Ciccarese e Maria Madaghiele, 18 anni di Latiano (Puglia), sono studentesse del liceo di scienze umane. “E’ il nostro primo esame e chiaramente siamo un po’ preoccupate perché in terza media non abbiamo avuto l’opportunità di fare questa esperienza – spiegano dalla libreria dove sono andate per assistere a una presentazione -. Il nostro pensiero va soprattutto allo scritto ma abbiamo speranza, i nostri insegnanti ci stanno aiutando molto”.