La sinistra vive in una bolla che si gonfia, si gonfia, si gonfia e poi... bum! Non è la prima volta che succede in questa legislatura, ma sul referendum si sono superati. Con la valente regia di Maurizio Landini hanno raggiunto vette inimmaginabili, hanno pensato che gli italiani fossero come loro: Ztl, auto blindata (o elettrica), scorta, weekend a Capalbio, cinema America, terrazza, calice con bollicina e “oh signora mia, il fascismo”. Sono finiti al tappeto, stesi, sconfitti, hanno preso una sberla storica, i loro denti sono finiti sul ring. Loro che fanno? Ridono! Annunciano di aver vinto, è un nuovo inizio, l’Italia è con loro. Chiamate l’ambulanza.

Sono dei professionisti di incapacità, inarrivabili, la peggiore sinistra che l’Italia abbia mai avuto. D’altronde c’erano tutte le premesse, il Pd vota il Jobs Act con Renzi, la Cgil s’incazza, arriva Elly Schlein e s’accoda a un referendum della Cgil per abrogare le norme varate dal Pd. Mal di testa? È il meraviglioso mondo dei Democratici, una caotica giostra dove tutti sono fascisti, c’è la dittatura e loro fanno l’aperitivo intelligente, gridando al regime dall’esilio a Capri. Gli italiani li hanno respinti, hanno fatto una campagna da film dell’orrore e alla fine i compatrioti hanno preferito la grigliata, li hanno presi a ombrellonate, la cosa più democratica che si potesse fare.