Lo stato di salute dell’oceano al centro della terza conferenza Onu, che si svolge ogni quattro anni. Le dichiarazioni che hanno aperto i lavori sono state tutte nello stesso senso: sinora abbiamo fatto degli errori enormi nella gestione del mare e delle attività umane
Plastica in mare (foto d'archivio)
Genova - A Nizza si è aperta la UNOC3, la terza Conferenza Onu per l’Oceano, che si svolge ogni 4 anni. Le dichiarazioni che hanno aperto la conferenza sono state tutte nello stesso senso: sinora abbiamo fatto degli errori formidabili nella gestione del mare e delle attività umane che hanno effetto sull’enorme patrimonio acqueo che copre il 71% del pianeta. Ora l’Oceano ci sta presentando il conto, che è ancora parziale. L’effetto più visibile l’innalzamento del livello della acque, testimoniato direttamente dal primo Ministro di Palau, ma i tanti problemi dell’inquinamento e la presenza sempre maggiore della plastiche sono altri, mentre il cambio climatico esaspera gli eventi estremi (tempeste e mareggiate). Occorre invertire la rotta e farlo al più presto. Su questo sono stati chiari il Segretario Generale dell’ONU, il Presidente di Costa Rica e il Presidente Macron, che sta ospitando questa Conferenza. Si è detto senza giri di parole: ci sono troppe evidenze scientifiche, non si può più tergiversare ed occorre agire.













