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Villa Pamphili, dove sabato sono stati trovati i corpi di una donna e di una bambina di pochi mesi, è una residenza storica che comprende uno dei parchi pubblici più grandi di Roma. Si trova nel municipio XII della capitale, nel quartiere di Monteverde, e in estate è molto frequentata da residenti e turisti. Secondo chi indaga sul caso, la donna era senzatetto e da tre settimane andava a dormire nel parco. Un legame di parentela tra la donna e la bambina è ritenuto molto probabile dagli investigatori, ma non è ancora stato accertato.
Da tempo cittadini e associazioni denunciano l’incuria di Villa Pamphili, i ritardi nella manutenzione, lo stato di abbandono. Un altro oggetto delle proteste sono le ripetute chiusure al pubblico causate dall’organizzazione di incontri istituzionali presso la Palazzina Algardi, che è una sede di rappresentanza della presidenza del Consiglio.
Villa Doria Pamphili si estende su una superficie complessiva di quasi due chilometri quadrati ed è divisa in tre parti: il palazzo e i giardini, la pineta e la tenuta agricola. La sua forma attuale nasce dalla fusione, avvenuta nella seconda metà dell’Ottocento, fra l’originaria Villa Doria Pamphili e Villa Corsini. Nel corso del tempo la villa e il parco sono stati profondamente modificati: sono stati inseriti orti, serre, monumenti, canali, cascate, l’edificio principale è stato ampliato e in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960 è stata costruita via Leone XIII, la cosiddetta “Olimpica” che taglia il grande parco in due metà, unite oggi solo da un ponte pedonale e da due attraversamenti stradali.













