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Nessuno delle cinque proposte sottoposte alla consultazione dei cittadini si avvicina alla soglia minima per rendere valido l'esito referendario. Fazzolari: "Il governo ne esce ulteriormente rafforzato e la sinistra ulteriormente indebolita". Salvini: "La cittadinanza non è un regalo"
I cinque referendum abrogativi in materia di leggi sul lavoro e sulla cittadinanza sono stati bocciati. Non è stato infatti raggiunto il quorum - ovvero l'asticella rappresentata dal 50% più uno degli aventi diritto al voto - che avrebbe validato l'esito complessivo sul sì o no ai quesiti sottoposti ai cittadini italiani maggiorenni in possesso dei diritti politici. Osservando i definitivi ufficiali che sono arrivati dai 61.591 seggi sparsi in tutto il Paese - e che sono stati pubblicati su "Eligendo", il portale del ministero dell'Interno - si può constatare che solamente all'incirca il 30% della popolazione si è recata alle urne per esprimersi sull'abolizione del Jobs Act e della modifica articolo 26 del Testo Unico sulla Sicurezza, nonché sul dimezzamento dei tempi di concessione della cittadinanza italiana agli extra-comunitari. Vista questa astensione così elevata, dunque, restano in vigore le attuali leggi dello Stato che volevano essere cambiate.









