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Flop dell'affluenza (30%): i quesiti falliscono ed è già resa dei conti nell'alleanza. Calenda attacca: "Clamoroso autogol". I riformisti presentano il conto a Schlein

Il flop al referendum su lavoro e cittadinanza apre la resa dei conti nel Partito democratico e manda in frantumi il «campo larghissimo». Schlein e Boccia festeggiano la «sconfitta» mentre l'ala riformista della coalizione punta i fucili contro la svolta radicale della segretaria dem. Il dato sul voto è chiaro. Il 30% equivale a 14 milioni di elettori che si sono recati alle urne. Confermando il dato che il «campo largo» (più Italia viva e Azione) ha raccolto alle ultime elezioni politiche.

Le opposizioni non crescono in termini di voti in valore assoluto. Sorprende inoltre il dato sulla cittadinanza: 35% di no. Quasi 5 milioni di elettori (di sinistra) hanno bocciato la proposta di abbassare da 10 a 5 anni il requisito per ottenere la cittadinanza italiana. Qui i malumori si indirizzano contro l'alleato Giuseppe Conte che aveva lasciato libertà di voto sul quesito per la cittadinanza. Il campo largo esce con le ossa rotta dal voto e fallisce «la spallata al governo Meloni».