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Sinistra mobilitata ma il dato resta basso. Deludente il confronto con i precedenti
Quorum contro astensione, più che Sì contro No. Con una possibile sconfitta dei referendari, almeno stando ai numeri dell'affluenza delle 23, ferma intorno al 22%, circa la metà del 41% registrato, nella serata della domenica, ai referendum del 2011, che alla fine superarono il muro della metà del corpo elettorale, ottenendo il quorum. In Toscana e in Emilia Romagna, alle 23, l'affluenza era tra il 30 e il 26%. Distacco netto dalle Regioni del Sud, con la Calabria e la Sicilia intorno al 16%. Anche la contesa politica di questa tornata, si gioca tutta sul filo della partecipazione. Con il Pd di Elly Schlein, che sfida anche la minoranza interna sul Jobs Act, al netto del complicato 50% + 1 degli aventi diritto al voto, e punta a portare alle urne almeno 12 milioni di persone. Questa l'asticella fissata dalla segreteria per blindare la sua leadership dal fuoco amico dei riformisti, che si sono tirati fuori dall'appoggio ai quesiti sul lavoro promossi dalla Cgil di Maurizio Landini. E, quindi, in attesa del dato finale di oggi, l'esercizio è quello di confrontare i dati dell'affluenza con quelli dei referendum più recenti. Cifre che non lasciano presagire un risultato positivo per il centrosinistra che, nelle sue varie sfumature e declinazioni, ha sostenuto i quesiti dei referendum.















