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La consultazione sui cinque quesiti. Ma il quorum è difficile
Due giorni di voto, cinque quesiti, una battaglia politica sul filo del quorum. Si aprono oggi le urne per i referendum su lavoro e cittadinanza. Si voterà a partire da oggi alle sette e fino alle 23, poi domani dalle sette alle 15. Cinque le schede che saranno consegnate a ogni elettore. La prima, verde, è sul quesito che chiede l'abrogazione del Jobs Act. La seconda, arancione, è sull'addio al limite all'indennità per i licenziamenti nelle piccole imprese. Quindi la terza, scheda grigia, con la proposta di reintrodurre l'obbligo di causale per i contratti di lavoro inferiori a dodici mesi. Al centro del quarto quesito, scheda rossa, l'ampliamento della responsabilità di un'impresa che commissiona un appalto, includendo rischi specifici relativi agli incidenti sul lavoro. E poi la cittadinanza, scheda gialla, in cui si propone di «dimezzare da 10 a 5 anni i tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne». Ed è proprio sulla partecipazione che si gioca la contesa politica, con il centrosinistra che in varie declinazioni è per il Sì ai quesiti e il centrodestra che punta al mancato raggiungimento del quorum. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Non andrò a votare. È un diritto costituzionale che non esprime un disinteresse verso l'istituzione, ma, al contrario, esprime una intenzione politica molto netta».








