Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

I membri dell'esecutivo hanno fatto quadrato davanti alle parole del pm contro chi voterà per il “sì” al referendum della Giustizia

Le dichiarazioni del pm Nicola Gratteri sul referendum per la separazione delle carriere stanno sollevando ben più di una critica e si inseriscono in un’ampia polemica che vede il fronte del “no” scomporsi in queste ultime settimane di campagna elettorale. “Sono sconcertato da quello che ho sentito, ma ancora di più da quello che è stato detto dopo. Mi domando se l'esame psico-attitudinale che noi abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”, ha dichiarato il ministro Carlo Nordio a 5 minuti nel confronto televisivo con il presidente del Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, Giovanni Bachelet.

“Se noi proponiamo delle modifiche costituzionali secondo l'orientamento di alcuni dei padri costituenti, non siamo né avversivi, né piduisti, né fascisti, né tutte le porcherie che sono state dette su di noi, proprio perché questa discussione è stata portata avanti in modo molto pacato e molto articolato dagli stessi padri costituenti”, ha aggiunto Nordio. Noi, ha proseguito, “crediamo però che la vera rivoluzione sia avvenuta 40 anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione. Quando Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza, ha introdotto il codice cosiddetto anglosassone che richiede proprio la separazione delle carriere perché in tutti i Paesi dove vive quel sistema, cosiddetto accusatorio, le carriere sono separate”.