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Il segretario Parodi tira in ballo il capo di gabinetto poi frena. E scoppia lo scontro
Tanta caciara per un referendum. L'Anm sfrutta il caso Almasri nella campagna elettorale contro la separazione delle carriere, evoca una "responsabilità politica" per il premier Giorgia Meloni nonostante l'archiviazione del Tribunale dei ministri datata 1 agosto e intanto "processa" idealmente il braccio destro del Guardasigilli, neanche indagata, pur di allontanare il calice amaro dell'errore che ha permesso al governo di sbarazzarsi di Almasri. D'altronde, mai il Parlamento darà l'ok a giudicare i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano (peraltro mai interrogato...), ma qualcuno bisognerà crocifiggere.
Tanto che il leader del sindacato delle toghe Cesare Parodi approfitta di una domanda a Radio Anch'io per portare idealmente alla sbarra Giusy Bartolozzi, toga distaccata a capo di gabinetto di Carlo Nordio che ha gestito per prima la vicenda, ipotizzando l'emergere di "conseguenze politiche" sul centrodestra e sul governo. "Come si permette Parodi di citare la mia capo di gabinetto, il cui nome - per quanto almeno mi risulta - non è citato negli atti? Dovrei desumere che Parodi è a conoscenza di notizie riservate. È un'invasione di campo", tuona Nordio. "Mai citata, era un ragionamento", si difende il magistrato.






