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La richiesta di dimissioni di un ministro, le sparate di Bersani e il referendum
- L’analisi del giorno dopo sul referendum mi fa sorridere. Meloni doveva fare. Il governo doveva fare. Non ci hanno capito. Abbiamo sbagliato. Macché, suvvia. Purtroppo il popolo vota e vota un po’ come gli pare: per antipatia, per paura, per la benza, per la guerra, per andar dietro a Gratteri, eccetera eccetera eccetera. Abbiamo perso, amen. Ma poi non venitevi a lamentare tra 10 o 15 anni che abbiamo ancora un sistema di autogoverno incapace di punire chi sbaglia, di correnti che si fanno la guerra per governare il Csm.
- E lo dico con cognizione di causa perché io, a differenza di molti altri, quando Renzi propose di ridurre i poteri del Senato, di abolire il Cnel e segare le Province, votai congiuntamente Sì. Infatti oggi, 10 anni dopo, ci lamentiamo ancora che le leggi devono viaggiare inutilmente tra Camera e Senato, costringendo il governo a ricorrere spessissimo alla mozione di fiducia. Ci lamentiamo della presenza inutile delle Province, svuotate di ogni senso ma ancora lì. E ci lamentiamo del Cnel, ente inutile eppure redivivo. Se sarò ancora vivo, vi aspetto al varco.






