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Il pm Gratteri mette le mani avanti per tattica: "Meloni? In ogni caso non rischia". Opposizione in ordine sparso

Nulla si addice di più al referendum della giustizia del prossimo maggio (ormai si dà per scontata anche la data) che un'espressione araba, "umm al-ma'arik", la madre di tutte le battaglie, un'eco del Corano reso famoso da Saddam Hussein. Perché è il capitolo finale di una guerra sulla giustizia, che ha avuto morti e feriti, in termini di errori giudiziari, di persecuzioni o di soprusi in carta bollata, che è andata avanti per trent'anni. Uno scontro che ha caratterizzato la Storia di una Repubblica al punto che domani nel centrodestra c'è chi vorrebbe festeggiarne l'approvazione a Piazza Navona sotto la gigantografia di Berlusconi (Forza Italia e Lega) e chi da solo davanti al Senato (Fratelli d'Italia).

Una battaglia referendaria che nessuno vorrebbe combattere perché tutti hanno paura di rimetterci qualcosa (la prima vittima è il Ponte sullo stretto bocciato dalla Corte dei conti) ma che nel contempo tutti sanno di non poter evitare: è già pronta la lettera di tutti i parlamentari del centrodestra che chiede il referendum.